Quando ti guardavo, la mia vita aveva senso. Anche le cose brutte avevano senso, perché erano necessarie a renderti possibile. Sono davvero pochi i libri che mi hanno preso a calci come questo. Penso di aver pianto ogni sera che mi sono messa a leggerlo. Se dovessi descriverlo, penso che lo definirei come un “Viaggio surreale attraverso il dolore”, quello più intimo, meno didascalico e che non segue regole o logica. Il dolore spesso rende più forti;… [Continua a leggere]
Parliamo di…
Parliamo di… “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij
Io non so tacere quando in me è il cuore a parlare. Dostoevskij è sempre consolante. Leggere come se la passano i suoi personaggi ti rassicura che per te forse ancora c’è speranza, che ancora a certi livelli non sei arrivata. L’introspezione e le elucubrazioni mentali dei protagonisti sono uno dei punti forti dell’autore, e qui ne fa pieno sfoggio. In alcuni punti si raggiungono dei picchi talmente tragici nei pensieri, che quasi ti sembrano comici. In… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Mamma torna a casa” di Paul Hornschemeier
«Ha detto che si capiva che stava per piovere perché le foglie erano diventate bianche. Ma le foglie non diventano bianche» disse dolcemente. «Quello che vedi è il retro delle foglie, a causa del vento che accompagna la tempesta, tutto qua. Per spiegare le cose…la gente crea dei piccoli sistemi. Cose non vere ma più facili da accettare delle complicazioni della realtà.» Una storia di disperazione, che parla chi rimane, di chi non riesce a… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Il giocatore” di Fyodor Dostoyevsky
“Proprio come se mi fossero ormai così cari quel sogno spaventoso e tutte le impressioni che esso ha lasciato dentro di me, che ho perfino paura di sfiorarlo con qualcosa di nuovo per timore che esso si… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Su altri piani” di Ursula K. Le Guin
“È una storia triste e violenta, ma in un luogo così dolce e tranquillizzante come i Giardini di Lettura sembra non solo possibile, ma anche saggio aprire il proprio cuore alla follia, al dolore e al rimpianto.” L’autrice prende il concetto di “viaggiare con la mente” e lo rende reale, creando una vera e propria rete di viaggi fra gli innumerevoli Piani di esistenza. Nonostante abbia la forma di raccolta di racconti, questo romanzo è molto più simile… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Storie che curano” di James Hillman
“L’anima è fatta delle sue stesse difese.” “Tema di questo libro è la base poetica della mente. Esso si muove infatti nello spazio intermedio fra psicoterapia e letteratura, fra l’arte di curare e l’arte di narrare. Sebbene a prima vista sembri diretto al terapeuta, è in modo più nascosto indirizzato… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Il mondo secondo Garp”di John Irving
“Il romanziere è un medico che cura solo casi disperati.” È un romanzo che richiede molta pazienza, perché nella prima metà del libro non si capisce dove l’autore voglia arrivare e il senso del romanzo; se tutti i dettagli, i fatti e i personaggi presentati siano importanti oppure no. Dopo la seconda metà, però, avviene la magia, tutto prende posto, si incastra perfettamente e capisci che anche il più piccolo dettaglio aveva il suo scopo. Il romanzo prende una forma nuova, che è difficile… [Continua a leggere]
Parliamo di… Kobane Calling di Zerocalcare
«Qui stanno facendo una cosa che in questo momento per me è tipo un faro per l’umanità. Che va aiutata, sostenuta. Perché se perdono loro, perdono tutti. Dopodiché questi mica stanno dicendo “Ao venite tutti a vivere qua che abbiamo trovato il paradiso terrestre”. Questi c’hanno un metodo. Una tensione a migliorare, che poi ognuno… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes
“Sappiamo che un mondo senza dolore è un mondo senza sentimento… ma un mondo senza sentimento è un mondo senza dolore.” Per quanto la storia sia molto personale, intensa e definita, questo… [Continua a leggere]
Parliamo di… “Lo scrittore e l’altro” di Carlos Liscano
“È stato allora che ho capito, come a volte uno capisce, in un colpo solo, che ciò che io sarei voluto essere dipendeva unicamente da me stesso e da nessun altro…. [Continua a leggere]









